Vivere sotto il ponte Europa in una città Europea
Scrive Antonio Morcavallo sul quotidiano della Calabria del 11/08/2011 in merito alla questione dell'oasi Francescana:
Ed è proprio qui, caro Perri (il vicario dell'oasi), che dovrebbe cogliersi la differenza sostanziale dell'Oasi Francescana rispetto alla gestione di un bar o di un qualsiasi altro esercizio pubblico.
Non ti sembra falso e contraddittorio affermare che"l'Oasi è aperta a chiunque, a qualsiasi titolo si trova in necessità" mentre sbatti la porta in faccia a questi poveri figli di Dio, che hanno la sfortuna di dormire sotto i ponti anche nelle stagioni fredde e gelide.
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Chiedete a Marco e alle persone che insieme a lui vivono sotto il ponte Europa (nomen omen?) della gestione dell'oasi Francescana, ridotta a mò di caserma con orari inflessibili, che ne sarà di queste persone, quando sopraggiungerà l'inverno e con esso il freddo, e costoro che dormono all'addiaccio si difenderanno dai rigori dell'inverno solo con qualche coperta.
Come si può, nel nuovo millennio, in una città che qualcuno definisce europea, che si faccia dormire sotto un ponte, e non solo per un discorso di immagine, ma sopratutto per un discorso di umanità.
Ma sopratutto dove sono i fraticelli dell'oasi, non dovrebbero essere in giro a cercare i poveri per dargli una sistemazione il più possibile dignitosa?
Padre Fedele anche fuori dall'oasi ove costretto, riuscì a trovare una sistemazione per questi poveri, anche in roulotte di fortuna, oggi che questi è stato estromesso da tutto avendo le mani legate, ci si chiede, dov'è l'oasi Francescana, dov'è l'assessore alle politiche sociali di Cosenza e tutte le altre istituzioni di Cosenza?
Possibile che sia questa una società tanto apatica da non vedere che delle persone dormono, vivono, si lavano e fanno tutto sotto un ponte chiamato Europa, e di questi periodi con quel nome sembra quasi un oscuro presagio!