Scopelliti insulta (di nuovo) i cronisti che scrivono di lui
Di Marco Franchi sul fatto quotidiano del 20/11/2011
Cialtroni”, “squallidi personaggi”, “cricca”. Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, è ossessionato dai giornali e dai giornalisti. Soprattutto da quelli che non passano il loro tempo a tesserne le lodi. E così attacca il nostro collega Enrico Fierro e gli inviati Guido Ruotolo (La Stampa) e Roberto Galullo (Il Sole 24 Ore ). I primi due rei di aver pubblicato recentemente dei reportage sul dissesto finanziario del Comune di Reggio, città della quale Scopelliti è stato sindaco per due volte, e sui rapporti mafia e politica in Calabria, Galullo responsabile di scrivere articoli sulla Calabria e di pubblicare un blog molto attento ai rapporti tra mafia e potere.
IL PRIMO ATTACCO pochi giorni fa, a freddo, visto che gli articoli del Fatto e della Stampa erano usciti da una decina di giorni. Singolare la location scelta e la ricorrenza. Il monumento sul lungomare di Reggio dedicato a Ciccio Franco, leader della rivolta degli anni Settanta, del quale ricorrevano i vent'anni dalla morte. “Nessuno tocchi il modello Reggio”, intima Scopelliti, che ricorda le parole del capo dei “Boia chi molla”:“State zitti, voi siete i traditori di questa città”.“Noi abbiamo lavorato con amore e impegno – aggiunge il governatore ricordando i suoi anni da sindaco – purtroppo alcuni personaggi pensano di costruire le loro fortune personali sulle disgrazie altrui. Il problema è che trovano anche giornalisti cialtroni come Ruotolo, Fierro e anche Galullo che fanno parte della cricca”.
PAROLE DURE, RABBIOSE nei confronti di giornali che hanno raccontato il fallimento del modello Reggio e le inchieste
aperte dalla Procura sul buco di 170 milioni di euro certificato dagli ispettori del ministero del Tesoro. Gli 007 di Tremonti
hanno analizzato tutte le voci di bilancio mettendosi le mani nei capelli e rilevando una serie di pesantissime anomalie. È
nervoso Scopelliti, il crollo di Berlusconi rischia di travolgerlo. Sono finite le protezioni “romane”, le promesse di fondi a
pioggia, in più una serie di inchieste giudiziarie stanno mettendo a nudo verità finora nascoste. Lo scandalo dei rifiuti vede coinvolto un suo assessore alla Regione ed è di ieri l'ultima infornata di arresti. Undici persone coinvolte, colletti bianchi, strani figuri come Giovanni Zumbo, collaboratore del sottosegretario Alberto Sarra e uomo di confine fra ‘ndrangheta e spezzoni dei servizi segreti, 50 milioni di euro sequestrati. Su tutto una verità sconvolgente: la ‘ndrangheta aveva messo le mani su Multiservizi la più grande società del Comune diReggio. A farla da padroni i boss della famiglia Tegano, una delle più organizzate e potenti della Calabria. Fatti che fanno perdere la testa a Scopelliti, che ancora ieri è tornato all’attacco dei tre giornalisti. Questa volta la sede scelta è stata quella del Consiglio regionale riunito per discutere del disastro della sanità pubblica. Il “buco” nella regione è enorme, i piani di rientro non stanno funzionando, di sanità pubblica si muore, eppure Scopelliti, che ha irritato la blanda opposizione di centrosinistra allontanandosi durante il dibattito, ha trovato il tempo per dedicarsi alla stampa. Sono “faziosi ”,“lo fanno perché la cultura del ricatto non funziona più. Quando uno fa un articolo su un personaggio rispondono simultaneamente Fierro e Ruotolo. Pagheranno tutto attraverso la giustizia questi signori squallidi. Scatta la logica della Casta. Una volta che uno s’arrabbia, dicono che Scopelliti ha riscoperto il manganello, che è ritornato il giovane fascista.
Loro possono aggredire tutto, ammazzare mediaticamenteun uomo e poi scatta la solidarietà dei compagni di merenda”. Ancora insulti, allusioni (Scopelliti spiegherà chi ricatta chi) che hanno fatto scattare la presa di posizione dei Comitati di redazione di Stampa, Fatto Quotidiano e Sole 24 Ore e la solidarietà di Ossigeno, di Matteo Orfini del Pd, del Pdci e dell'osservatorio di Fnsi e Ordine dei giornalisti sui cronisti minacciati. “Caro Enrico, caro Roberto e caro Guido –scr ive il direttore Alberto Spampinato –, vi esprimo la mia solidarietà e quella di Ossigeno a fronte di un'aggressione che merita la più netta condanna. Nel prossimo numero della newsletterci occuperemo delle ingiustificabili offese che vi ha rivolto il presidente della Regione Calabria e del contesto in cui sono state formulate”.