Metro, Pd all’arrembaggio
Perugini e Principe contro il sindaco: è tardi per la modifica del tracciato
Di Saverio Paletta su Calabria Ora del 9/9/2011
Iniziano le manovre d’autunno in casa democrat. Che siano ad uso “esterno”, cioè finalizzate al rilancio del Pd nel capoluogo, o ad uso “interno”, ovvero mirate a inviare messaggi allo “stato maggiore” del partito in vista dell’annunciato
congresso, poco importa: c’è un dato che fornisce indizi a favore di tutte e due le ipotesi.
Ossia la compresenza di Sandro Principe e Salvatore Perugini, il Pd “di governo” e quello “di opposizione”.
Con un ulteriore dettaglio: l’intervento di Vittorio Cavalcanti, il sindaco di Rende e già oppositore, nella consiliatura precedente, di Perugini.
Questo è il quadro, più o meno completo, della conferenza stampa svoltasi ieri mattina al Caffè letterario, ai piedi e dietro Palazzo dei Bruzi, e voluta dai due ex sindaci di Cosenza e Rende, nelle vesti di capigruppo del partito nelle rispettive città.
Il tutto per ribadire due punti: che l’area urbana e, quindi, i relativi passaggi politico-amministrativi sono stati curati dal centro-sinistra e chi rallenta questo processo (magari perché rema contro) è il centrodestra; e che il termovalorizzatore e la metropolitana leggera sono due tasselli importanti della costruzione della città unica.
L’occasione è ghiotta per entrambi i dirigenti del Pd: per Perugini, innanzitutto, che ha parlato di «un’opposizione non demagogica ma partecipativa», di poter riavviare i motori e porre il gruppo bruzio del Pd su una posizione autonoma
rispetto al resto dell’opposizione, proprio basandosi sulla sua sindacatura, di cui ricorda vari passaggi per dimostrare la propria fattività, e poi per Principe, il quale ha rivendicato la sua paternità sulla metropolitana “leggera” e sul termovalorizzatore («Trent’anni fa eravamo già avanti rispetto al resto della Calabria»), l’una concepita nei primi anni ’80 e l’altro già realizzato negli anni ’90 e poi “spento” per decisione regionale («Era superato, va bene. Ma pure i cellulari sono in continuo aggiornamento. Purtroppo, la giunta Nisticò decise di chiuderlo anziché finanziarne uno nuovo»).
A un Perugini “morbido” e diplomatico, ma comunque fermo sulle proprie posizioni, corrisponde un Principe incendiario, pronto a difendere un po’ tutto a spada tratta.
Entrambi hanno lanciato segnali ben precisi al primo inquilino di Palazzo dei Bruzi.
Il primo riguarda la metropolitana “leggera”:
«Non è un merito di Scopelliti, che ha avuto solo l’abilità di reperire dei fondi sostitutivi di quelli “scippati” da Tremonti per appaltare un’opera già inserita da Loiero nella lista delle realizzazioni più urgenti», ha commentato Principe.
Che ha proseguito: «Chiedere ora di modificare il tracciato della metropolitana, come ha fatto Occhiuto, significa snaturarla o, peggio, distruggerla. La metropolitana non può solo servire Rende ma deve pure riguardare Cosenza». Perciò «siamo disposti a discutere di tutte le modifiche fattibili, ma non a fare un passo indietro sull’attuale tracciato che fu quello voluto anche da Giacomo Mancini».
Il secondo segnale attraversa Palazzo dei Bruzi e mira dritto a Palazzo Alemanni.
In questo caso, si tratta dell’emergenza rifiuti.
«Abbiamo passato cinque anni impegnativi», ha esordito Perugini, «in cui abbiamo dovuto cambiare un intero sistema, rendendo di nuovo i comuni autonomi.
Adesso occorre tirare una nuova sintesi per evitare di essere sopraffatti dall’emergenza».
Una sintesi che, secondo Principe, non può che essere il termovalorizzatore: «Ricordo il ruolo fattivo, a tal proposito, della giunta Loiero, che coinvolse pure la Provincia nel tentativo di costruire l’inceneritore di San Lorenzo del Vallo.
Ci fu un protocollo d’intesa e un parere favorevole del Consiglio di Stato».
Principe va oltre: «Vorrei sapere dall’assessore all’ambiente, che difende il raddoppio di Gioia Tauro che è stato di tutto quel percorso che avrebbe dotato la nostra provincia di questa struttura importante».
Già, il raddoppio: «Una soluzione tampone diventata definitiva, che ora danneggia i nostri territori».
Ce n’è quanto basta per capire che la “sincronia” tra i due gruppi del Pd mira a lanciare un’opa sull’area urbana e creare un’enclave del partito di Bersani autonoma e, se possibile, “avanzata”.
Il resto è da vedere, tanto più che quello di ieri è stato, secondo Perugini, solo «il primo di una serie di incontri che terremo».