«L’Area urbana? E’ di sinistra»

Pubblicato il da Johnny7

L’ex sindaco Perugini al contrattacco e dà le coordinate al Pd cosetino

Di Saverio Paletta su Calabria ora del 11/09/2011

Perugini uno e “bino”. Quando parla di autonomie, l’ex sindaco si sdoppia.
Tant’è che non sempre è facile distinguere il numero due dell’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani), grazie a cui l’avvocato continua a parlare ancora da sindaco, dal capogruppo del Pd.
Tutti e due i Perugini, c’è da dire, hanno le idee chiare. Il dirigente democrat riesce a esprimersi sui temi delle autonomie senza essere fazioso.
E il vicepresidente dell’Anci riesce a parlare di istituzioni senza scadere nella retorica e, magari, a ricordare che le istituzioni sono pure fatti politici.
L’ultima parola, sui comportamenti del gruppo del Pd, spetta comunque a lui.
E, in attesa del congresso (se si farà), la sua resta un’interpretazione autentica di quel che su pensa nel partito di
Bersani almeno tra il Busento e il Campagnano -e pure oltre, sostengono i bene informati-.
Un punto fermo, per iniziare: «Noi l’idea dell’unione dei comuni l’abbiamo avuta da anni», dice l’ex sindaco galantuomo (anche il suo successore lo chiama “collega”).
In che senso?
Il ddl costituzionale al vaglio della camera “suggerisce” l’unione volontaria ai comuni superiori ai 5.000 abitanti, in vista dell’abolizione delle province.
Noi con l’idea dell’area urbana e dell’unione Cosenza-Rende, siamo stati i precursori di quest’iniziativa.
Ma serve per davvero?
Tagliamo la testa al toro: il futuro non può vedere come protagonisti i comuni.
L’era di don Camillo e Peppone e dell0 strapaese è passata da un pezzo.
Il cittadino non è solo l’abitante di un territorio e, come tale, il portatore di un’identità.
Ma è pure un utente, in quanto tale soggetto a una fiscalità diretta, che ha diritto a dei servizi all’altezza delle tasse che paga.
Chiedo scusa, chi è che parla? Il capogruppo del Pd o il dirigente dell’Anci?
Tutti e due: avere un ruolo in un grande partito non vuol dire essere faziosi.
Avere un ruolo in un’associazione istituzionale non vuol dire scordarsi della politica.
Bene, e che dice il vicepresidente dell’Anci?
Come Anci noi abbiamo messo una questione sul tappeto: il tanto esaltato federalismo fiscale è solo un mezzo per la realizzazione del federalismo istituzionale.
Perciò le due riforme dovrebbero essere parallele.
Non mi pare che il governo sia su questa lunghezza d’onda.
Tutt’altro.
Ha realizzato il federalismo “spettrale”.
Lo definisco così perché è nato morto e si vede.
Poi, per bilanciare, sono state emanate norme “ordinamentali”, cioè orientate a ridisegnare l’assetto delle autonomie. Noi abbiamo chiesto l’inserimento di queste norme, finora approvate a pezzi e bocconi, nel nuovo codice delle autonomie.
Invece che dice il capogruppo del Pd?
Il capogruppo del Pd di Cosenza dice che è necessario che il capoluogo accelleri il percorso verso l’unione dei comuni, che il centro-sinistra ha tratteggiato da anni.
La linea di tendenza, voluta non solo dal legislatore nazionale ma pure dall’Unione europea, è questa. 
E i comuni piccoli?
Per loro l’unione è obbligatoria.
E una loro fusione come la vede? 
Quando si tratta di comunità piccole, e in Calabria troppe ce ne sono, è indispensabile per gli interessi delle comunità.
Torniamo al capoluogo. Lei non vede un ostacolo nel fatto che Cosenza e Rende siano amministrate da coalizioni diverse?
No. Una cosa è il colore politico, un’altra il senso delle istituzioni.
Occhiuto, secondo lei, si sta muovendo in tal senso?
A giudicare dai dettagli del suo programma finora “usciti” sulla stampa, non mi pare. E’ cosentino-centrico.
Anche il resto dell’opposizione lo è.
Una cosa sono le liste civiche e le associazioni, un’altra è un grande partito come il Pd, che è tenuto comunque a fare politica. Persino a sbagliare.
E lei è convinto di sbagliare?
No, semmai di interpretare la linea politica del Pd.
Ovviamente mirare all’unione e, in prospettiva, alla città unica è un’ambizione lusinghiera.
Val la pena perseguirla anche stando all’opposizione. Sempre in maniera costruttiva.
Perché?
Perché i cittadini dell’area urbana sono meno faziosi e campanilisti dei loro amministratori.
Vivono già l’area urbana come un tutt’uno.
Noi, con senso della responsabilità, lo ricorderemo anche ad Occhiuto, se necessario.
SAVERIO PALETTA

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