La Rai da tempo non è vero servizio pubblico

Pubblicato il da Johnny7

Qualche lettore disattento potrebbe pensare che questo articolo di Pietro Mancini sia stato scritto su un giornale satirico come Veleno, MisFatto o altrio, con tutto il rispetto per la satira che nelle sue pieghe aiuta meglio a comprendere la realtà, come nel famoso motto latino: Castigat ridendo mores.
Ma questo è un articolo serio che arriva, sopratutto a livello nazionale, come dice quel detto quando i buoi sono scappati e si cercano le corna, e i buoi ha finito di farli scappare Lorenza Lei impresa non riuscita neanche nella Rai di Masi.
Ora brindate bevendo fino in fondo quell'amaro calice di cui parla Andrea Camilleri quando dice: "Gli italiani stanno iniziando a capire chi è Silvio Berlusconi, ma ancora il bicchiere è mezzo pieno. Debbono berlo tutto questo amaro calice, e poi capiranno completamente" perché forse a qualcuno non era abbastanza del mezzo bicchiere bevuto in questi anni in cui abbiamo visto le epurazioni Bulgare e altre cacciate, molte poi rientrate di Biagi (epurato e poi rientrato), Luttazzi mai più rientrato in rai, Santoro (cacciato e rientrato) Travaglio (stesso discorso) Sabina Guzzanti (con una trasmissione rimossa "temporaneamente" dal palinsesto dal 2003 e mai ripartita, ha scritto anche un solo rigo su ciò?

E perché la Guzzanti è ancora senza programma (grazie all'epoca a Lucia Annuziata).

Per quanto riguarda il livello regionale è una storia vecchia come il cucco, nei 5 anni di Loiero il tg regionale dedicava con testa bassa e microfono in mano prime pagine a Catanzaro e dintorni oggi l'attenzione maggiore si è spostata a Reggio e non solo inoltre vengono confezionati "panini" dove per la stragrande si condisce con Maggioranza e poi qualche pezzo di opposizione, e questo capita a livello locale come quello nazionale.

  Dovrebbe Pietro Mancini leggere il libro del 2005 di Peter Gomez e "quel" Marco Travaglio dal titolo "Inciucio. Come la sinistra ha salvato Berlusconi. La grande abbuffata RAI e le nuove censure di regime, da Molière al caso Celentano. L'attacco all'Unità a l'assalto al Corriere" che spiega come nei telegiornali Rai abbiano preparato deliziosi "panini" conditi per la stragrande con interviste alla maggioranza, e se rimane qualche briciola all'opposizione, come accade tuttora, robe che persino famiglia cristiana se ne accorta.

Per rispondere, in generale, alla sua domanda da cento pistole se la rai è la Rai è ancora vero servizio pubblico?


 


Ma quale servizio pubblico non tiene conto dei dati auditel, e mette chiudendo la porta a una Sabina Guzzanti che nella prima puntata di raiot ha registrato 1 milione 830.000 telespettatori, 18% di share, Santoro che raccoglieva milioni di telespettatori con buona pace di chi non poteva sopportarlo, sostituiti da Ferrara e Sgarbi campioni nel far precipitare gli ascolti, per non dire del tg1 di Minzolini da tempo oramai a rotta di collo tanto che per la prima volta nella storia è stato raggiunto dal tg5 (nella gara di corsa carponi come dice Francesco Cocco), in qualsiasi altro posto della terra il direttore del telegiornale della prima televisione nazione sarebbe stato cacciato a pedate, invece è ancora lì con servizi che un giorno potrebbero salvarci la vita come la corsa sui tacchi, i cappottini più trendy per i cani e altre amenità.
Consiglio di vedere questo documentario in due parti per conoscere quanto sia pubblica oggi la Rai

 


 

 

 

 

 

 

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