Ora bisogna tirare fuori la rabbia

Pubblicato il da Johnny7

Di Ottavio Cavalcanti su il quotidiano della Calabria del 21/8/2011
Condannato alTg1, l'unico visibile nel mio “buen retiro” greco agostano, recupero, costretto, lo stile Minzolini, che accudisce il mio senso critico unitamente alla lettura dei giornali, che arrivano con un giorno di ritardo favorendo confronti, riflessioni, commenti.
Dal venerdi 12 al sabato 13 i notiziari,dall'ultimo della sera quelli di buona parte del giorno successivi, introdotti da titoli sintetici, veicolavano la frase, sottolineata dai mezzibusti, con la quale il Cavaliere si illudeva di salvare la faccia, ormai abitualmente livida per i pesanti scacchi a una politica velleitaria e rinunciataria nell'attesa di ulteriori, sperati successi elettorali.

Dichiarava testualmente: «Il mio cuore gronda lacrime di sangue» per tagli e ulteriori oneri fiscali imposti agli italiani 
dal commissariamento internazionale del governo.
Si profilava così l'immagine - non sembri blasfemo l'accostamento - di mani su un petto squarciato, tese ad allargare i
margini della ferita per evidenziare l'organo interno pulsante di miriadi gocce rossorubino.
Il tutto non sovrastato dal voltoieratico, barbuto, dalle chiome fluenti della nota, diffusa iconografia cristiana, ma da quello del cranio dipinto e dalle gote coperte dal cerone dell'uomo di Arcore.
Non solo il suo dire figura nei titoli di testa del telegiornale, ma è ribadito nell'interno quando le immagini rivelano, però un'aggettivazione diversa da quella proposta.
Non il “mio”cuore pronunziano le labbra, ma il “nostro” riferendosi al discorso al Consiglio dei ministri, ma il direttore di testata sempre piu preso dal ruolo di solerte, fedele servitore, lo interpreta fraudolentemente come plurale maiestatis
facendo indossare al padrone le vesti di vittima sacrificale per il bene comune.
Una perla, annegata nel mare magnum del banale quotidiano fatto di notizie relative al diritto dei gatti, sancito da un tribunale, di circolare liberamente negli spazi condominiali, nonché dall'infinita serie delle manifestazioni estive, dalla
sagra dei formaggi in Val d'Aosta alle scorpacciate sui tavoli dei campeggi agli alberghi che registrano sempre il tutto esaurito.
L'immagine di un Paese florido e felice, platealmente contrapposta a quella del naufragio del Titanic di tremontiana memoria.
Hanno scoperto in questi giorni gli italiani che non nutrono alla grande solo deputati e senatori, ma anche giornalisti parlamentari e ospiti esibendo ai contribuenti un conto annuo di 29 milioni e 200 mila euro.
“Il peggior nemico dell'autorità è il disprezzo e il modo piu sicuro per scuoterne le basi è il riso”, ha scritto Hannah Arendt.
La speranza è che il Paese sperimenti - I tempi sono maturi - anche la rabbia.

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post